“ Indipendentemente dal credo professato, la cosa più importante è possedere una mente fredda e un cuore caldo” – Dalai Lama

California, anni ’30: un ricercatore, Peter Kelder, e un colonnello, tale Bradford, si incontrano su una panchina in un parco e iniziano a chiacchierare. Il colonnello, ormai in pensione, racconta a Kelder che quando anni addietro era di istanza in India con l’esercito aveva conosciuto alcuni lama tibetani che gli avevano parlato della “Fonte della Giovinezza”. Gli confida quindi di aver intenzione di andarla a cercare. Dopo quattro anni di silenzio, il colonnello Bradford torna negli Stati Uniti, ma Kelder stenta a riconoscerlo. Gli si presenta davanti infatti un giovane sconosciuto, pieno di vitalità ed entusiasmo.

Parte da qui nel libro di Kelder il racconto della scoperta dei Cinque Riti Tibetani, evinti dalla storia di quest’uomo che ha cercato in Tibet la “fonte della giovinezza”.

Si tratta in realtà della descrizione di alcuni esercizi in grado di avere ripercussioni positive sul nostro benessere psicofisico. Sono semplici pratiche che traggono origine dallo yoga, in particolare quello indiano classico chiamato Darshana e da quello tibetano. Con i cinque riti si giunge alla consapevolezza del prana, l’energia primordiale. Attraverso meridiani e centri presenti in varie parti del corpo, tale energia si trasforma in uno scambio con tutte le forze presenti nell’universo.

Tutti noi vorremmo rallentare l’inevitabile passare degli anni. Ma qualcosa di concreto si può fare per limitare il processo per sembrare e sentirsi più giovani.

Nonostante non si tratti di esercizi particolarmente impegnativi dal punto di vista fisico, è sempre opportuno consultare il proprio medico per capire se ci siano disturbi fisici che ne sconsiglino l’esecuzione.

E’ preferibile eseguirli al mattino appena svegli, quando ci regaleranno grande energia e la giornata che vi aspetta risulterà meno impegnativa. Ma è possibile eseguirli anche di sera, quando ci offriranno una maggiore tranquillità e una migliore qualità del sonno. La strategia migliore resta comunque trovare ognuno il proprio momento adatto per l’esecuzione in termini di tempo e comodità.

Gli esperti consigliano di partire gradualmente ripetendo ogni esercizio per tre volte la prima settimana, cinque la seconda e così via fino ad un numero massimo di 21 ripetizioni per ogni rito. Solo il primo esercizio non va ripetuto più di 12 volte.

Buon esercizio ;-)

“In realtà il campo della vita umana è aperto e senza confini. Al suo livello più profondo, il vostro corpo non ha età, la vostra mente non ha tempo. Una volta che vi sarete identificati con quella realtà, che è coerente con la visione quantica del mondo, l’invecchiamento cambierà dalle fondamenta” – Deepak Chopra

 Vediamo ora come eseguire i 5 Riti:

Primo Rito

Secondo rito

Terzo rito

Quarto Rito

Quinto rito

Qualora vogliate approfondire la pratica dei Cinque riti tibetani vi consigliamo di leggere:

I Cinque Riti tibetani